Homeless
Punk existentialist, modern nihilist, creative nomad
Homeless non è un progetto: è un manifesto. È un catalizzatore di assenze convertite in segni visivi, una pratica di nomadismo creativo che rifiuta l’idea di casa come costruzione. Camminare diventa parola, attraversare diventa linguaggio, l’assenza si fa presenza. Qui l’identità non si fissa su coordinate geografiche, ma su esperienze, discontinuità, respiri sospesi tra l’essere e il diventare.
Homeless Philosophy
Non ho casa perché il mondo non mi basta. Cammino per non diventare oggetto. Il viaggio è la mia unica patria, la strada l’unica eredità che accetto. Non cerco luoghi: li attraverso, colleziono assenze. Ogni partenza è una rinascita clandestina, ogni ritorno una bugia ben vestita.
La bici, l’altro, il tempo
Non è un alieno; è un controcampo dell’anima. La bicicletta attraversa l’età come un taglio di montaggio: prima favola, poi fantasma. Il diverso non viene espulso, resta. Stride, ma accompagna. Crescere qui non è tradire, è imparare a non smontarsi diventando adulti. Vettoriale come il ricordo, digitale come l’infanzia che non torna mai uguale. Un E.T. che seglie di restare. Uno Xenomorfo che non divora. Solo uno sguardo che continua. – Adobe Illustrator come macchina del tempo imperfetta.
Telecronaca Pop
Stile vettoriale affilato come una lama rossa: i volti di GCN Italia diventano icone, il ciclismo diventa rito. La bici non è mezzo ma simbolo, il gesto è grafica, la voce immagine. Un’illustrazione che trasforma la passione in manifesto e la velocità in linguaggio visivo. Realizzata in Adobe Illustrator.
Smile. Consume. Obey.
Sorridi, consuma, obbedisci: il comando è inciso sul volto umano, non c’è nessun mostro; il deforme siamo noi. Il teschio in giacca non mente: è onesto. È la nostra controfigura. Non denuncia, rivela.
Task
Homeless un progetto di identità visiva basato su concetti di nomadismo, assenza, critica sociale e iconografia contemporanea.